Il progetto
Il nostro metodo
Numeri verificati, fonti in chiaro, niente magie.
Il calcolatore di Pizza Call lavora in percentuale del panettiere e usa il modello del lievito basato su tempo e temperatura consolidato nella tradizione italiana della pizza. L’abbiamo fissato con un test numerico che blocca la build se i numeri cambiano. Le guide sono scritte dalla redazione con l’aiuto dell’AI e revisione umana, e controllate sulle fonti.
Come calcola le dosi
Tutto parte dalla percentuale del panettiere: acqua, sale, olio e lievito si esprimono in percentuale sulla farina. È il linguaggio con cui ragionano i pizzaioli, e rende le ricette scalabili a qualsiasi numero di pizze.
Il pezzo delicato è il lievito, perché dipende da quante ore e a che temperatura lievita l’impasto. Niente di nostro, qui: il modello che usiamo è quello consolidato nella pratica italiana, dove il lievito si dosa in funzione delle ore e della temperatura. Noi lo abbiamo implementato con cura e verificato, non inventato.
Poi l’abbiamo fissata. Un test numerico confronta il risultato del nostro motore con un valore di riferimento fissato e fa fallire la build se i numeri si spostano, anche di un decimale: finché quel test passa, la matematica che leggi è quella. I pesi tornano al grammo, farina più acqua più sale più olio. Se un giorno il conto dovesse discostarsi, la pubblicazione si blocca da sola.
Come scriviamo le guide
Le guide partono dalle fonti autorevoli, non dal sentito dire: i disciplinari (AVPN per la napoletana, Associazione Pizza Romana per la tonda e la pala, la pratica consolidata dei forni romani per la teglia), le schede tecniche delle farine per i valori di forza (W), e la letteratura sulla fermentazione. Le trovi elencate nella pagina Fonti.
Trasparenza sull’AI. I testi sono scritti dalla redazione con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e una revisione umana, e sono verificati sulle fonti prima della pubblicazione. Lo diciamo perché è giusto che tu sappia come è fatto quello che leggi. Quello che non facciamo: inventare autori, spacciare foto di repertorio per nostre, o pubblicare numeri che non abbiamo controllato.
Le regole complete sono negli standard editoriali. Ogni articolo porta la data dell’ultimo aggiornamento.