Stili

Gli stili di pizza italiani: dosi e differenze

Quattro impasti, quattro caratteri. Scegli il tuo.

Quattro impasti italiani, e la differenza sta quasi tutta in due numeri: quanta acqua e quanto tempo. La napoletana tiene l'acqua bassa, intorno al 58%, e si gioca tutto sul forno rovente. La romana tonda scende ancora, al 56%, e ci mette l'extravergine: è quel grasso a farla scrocchiare. Teglia e pala salgono all'80% e lasciano lavorare il frigo al posto tuo.

Da lì discende il resto: che farina comprare, quanto lievito mettere, se serve il mattarello o le mani. Questa tabella mette in fila le quattro forbici, calcolate con lo stesso motore del calcolatore.

Idratazione, sale e olio per stile
StileIdratazioneSale (su farina)Olio (su farina)Riferimento
Napoletana56–62%2,5–2,9%0%AVPN
Romana tonda55–60%2,2–2,5%2–3%Ass. Pizza Romana
Teglia romana70–90%2–2,2%3–4%Forni romani
Pala70–90%2–2,2%2–3%Ass. Pizza Romana

Intervalli dai disciplinari: AVPN (napoletana), Associazione Pizza Romana (tonda e pala), pratica consolidata dei forni romani (teglia).

Se non sai da dove partire, due indicazioni contro-intuitive. La napoletana è la più classica ed è anche la meno perdonante in un forno di casa: senza pietra e senza 250 °C veri, il cornicione non gonfia. La teglia è quella che viene bene al primo tentativo, perché l'alta idratazione perdona gli errori di tempo e le pieghe si fanno in ciotola, senza impastare. Le quattro pagine qui sotto hanno le dosi al grammo, il procedimento passo per passo e le fonti dei disciplinari.