Guida · Idratazione

L’idratazione dell’impasto della pizza

L’acqua in percentuale sulla farina: la leva che decide mollica, stesura e croccantezza.

L’idratazione è la quantità d’acqua nell’impasto, espressa in percentuale sul peso della farina: 1 kg di farina con 700 g d’acqua fa il 70%. Più acqua vuol dire mollica più aperta e leggera, ma impasto più difficile da gestire. La napoletana sta sul 58%, la teglia romana viaggia sull’80%.

Se il lievito è il motore dell’impasto, l’acqua è il telaio. Decide se la pizza esce alta e ariosa o bassa e croccante, se l’impasto è docile sotto le mani o una colla che non molla il tavolo. È anche il numero che manda in confusione chi comincia, perché «alta idratazione» è diventata una specie di parola magica. Vediamo cosa vuol dire davvero, e quando conviene.

Cos’è l’idratazione

L’idratazione è l’acqua espressa in percentuale sulla farina. È la prima delle percentuali del panettiere, il sistema con cui in pizzeria si scrivono tutte le dosi: la farina vale 100, e ogni altro ingrediente si misura rispetto a lei. Metti 600 g d’acqua per 1 kg di farina? Sei al 60%. Facile. Si conta l’acqua libera: quella dentro una biga o un poolish rientra nel totale, mentre sale e olio no, quelli hanno la loro percentuale a parte.

Cosa cambia in mollica e in mano

Più sali con l’acqua, più la mollica si apre. Un impasto molto idratato trattiene più gas, sviluppa alveoli grandi e irregolari e cuoce più leggero: è il segreto della teglia romana e del pane di qualità. Il prezzo lo paghi in lavorabilità. Sopra il 70% l’impasto diventa appiccicoso, si allarga da solo, non tiene la forma e va lavorato con le pieghe più che con l’impastatrice. Al contrario, un’idratazione bassa dà una massa soda, facile da stendere e da maneggiare, che in forno resta compatta e croccante: pensa alla scrocchiarella romana, tirata sottile e asciutta. Né alto né basso è «meglio»: dipende dalla pizza che vuoi.

Le percentuali per stile

Ogni stile ha la sua finestra d’acqua, ed è quasi sempre l’idratazione a definirlo più della farina. Questi sono gli intervalli che usiamo nel calcolatore, verificati sui disciplinari e sul metodo Bonci per gli impasti in teglia.

Idratazione, sale e olio per stile
StileIdratazioneSale (su farina)Olio (su farina)Riferimento
Napoletana56–62%2,5–2,9%0%AVPN
Romana tonda55–60%2,2–2,5%2–3%Ass. Pizza Romana
Teglia romana70–90%2–2,2%3–4%Forni romani
Pala70–90%2–2,2%2–3%Ass. Pizza Romana

Intervalli dai disciplinari: AVPN (napoletana), Associazione Pizza Romana (tonda e pala), pratica consolidata dei forni romani (teglia).

Due cose saltano all’occhio. La napoletana, che immagini morbidissima, sta relativamente asciutta sul 56-62%: la sua morbidezza viene dai tempi e dal forno rovente, non dall’acqua. E la tonda romana, la più croccante, è la più asciutta di tutte (55-60%), proprio perché l’olio e la poca acqua la vogliono friabile. Gli impasti che volano davvero sono teglia e pala, dal 70 fino al 90%, dove l’acqua è l’ingrediente che crea gli alveoli enormi.

Come alzare l’idratazione senza disastri

Passare dal 60 al 75% non è questione di versare più acqua e sperare. L’impasto va accompagnato, altrimenti ti ritrovi una pastella che non incorda mai. Quattro mosse che funzionano:

  1. Farina più forte. L’acqua in più ha bisogno di glutine che la trattenga. Sotto W 260 un’alta idratazione collassa: per il 75-80% punta a W 300 o più. È la forza della farina, il vero limite di quanta acqua puoi reggere.
  2. Acqua in due o tre volte. Parti con il grosso, fai incordare la massa, poi inserisci il resto poco per volta. L’ultima acqua entra solo quando la maglia già tiene.
  3. Pieghe al posto dell’impastare. Ad alta idratazione la forza si dà con i giri di pieghe in ciotola: tre giri nella prima ora, a mani bagnate, e l’impasto si compatta senza aggiungere farina.
  4. Mani e piano bagnati, non infarinati. La farina in più falsa il conto e secca la crosta. Bagna le mani, tieni la semola solo per lo staglio e lavora con tocchi rapidi.
Nota

Più acqua non vuol dire in automatico pizza migliore. Un 65% gestito bene batte un 80% che non sai stendere. Alza l’idratazione quando l’impasto attuale ti riesce sempre, non prima.

Domande frequenti

Cos’è l’idratazione dell’impasto?

È il rapporto tra acqua e farina, in percentuale sulla farina. Al 65% significa 650 g d’acqua per 1 kg di farina. È il numero che, più di ogni altro, decide com’è la mollica e quanto è facile stendere.

Qual è l’idratazione giusta per la pizza?

Dipende dallo stile: napoletana intorno al 58%, tonda romana 55-60%, teglia e pala dal 70 al 90%. Per iniziare, il 60-62% è la fascia più perdonante.

Cosa significa pizza ad alta idratazione?

Di solito un impasto sopra il 70% d’acqua. Dà una mollica molto alveolata e leggera, ma serve farina forte, pieghe e un po’ di manualità. Sotto quella soglia si parla di idratazione media o bassa.

Più acqua vuol dire pizza più leggera?

Fino a un certo punto. Più acqua aiuta l’alveolatura, ma la leggerezza vera dipende anche da lievitazione e cottura. Un’alta idratazione stesa e cotta male resta gommosa.

Come gestisco un impasto molto appiccicoso?

Mani bagnate, niente farina sul banco (al massimo un velo di semola), e pieghe invece di impastare. Se resta impossibile, la prossima volta scendi di due o tre punti di idratazione.

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Fonti

  • Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN), disciplinare: idratazione della napoletana 56-62%.
  • Metodo Bonci per la teglia alla romana (alte idratazioni, pieghe, lunga maturazione).
  • Le percentuali per stile sono quelle del calcolatore di Pizza Call. Vedi le pagine Fonti e Metodo.