Guida · Farina
La forza della farina (W)
Il numero che mette d’accordo la farina e le ore. Sceglilo bene e il cornicione viene da sé.
Il W misura la forza della farina: quanta acqua regge e per quante ore tiene la lievitazione senza cedere. La regola è semplice, il W si sceglie in base al tempo. W 130-190 per gli impasti lampo (2-4 ore), W 220-280 per la giornata classica (6-12 ore), W 330 per le 24 ore, W 380-420 per le 48-72 ore e per le idratazioni alte.
La forza è la leva che decide se il cornicione viene alto o se la pizza si affloscia. Una farina debole spinta a 24 ore molla il glutine e l’impasto esce piatto; una farina forte usata in 4 ore resta gommosa e stenta a gonfiarsi. Il W serve a mettere d’accordo la farina e i tempi, e vale la pena capirlo una volta per tutte.
Che cos’è il W della farina
Il W è l’indice di forza panificatoria, misurato con l’alveografo di Chopin: si soffia aria dentro un dischetto d’impasto fino a farlo scoppiare, e si registra il lavoro necessario. Più la bolla resiste, più alto è il valore: una farina da biscotti sta sui 90, una da grandi lievitati supera i 380.
Accanto al W trovi spesso il P/L, tenacità diviso estensibilità: dice se l’impasto tira indietro (P alto) o si lascia stendere docile (L alto). Per la pizza si punta a un P/L fra 0,50 e 0,60, ed è la stessa finestra che Caputo dichiara su tutta la sua linea da pizza, dalla Classica alla Saccorosso. In breve, il W dice quanto a lungo la farina può lavorare, il P/L come si comporta sotto le mani.
W, proteine e glutine: cosa c’entrano
Il glutine nasce quando le proteine della farina, gliadina e glutenina, incontrano l’acqua e vengono lavorate. Più proteine di buona qualità, più maglia glutinica, più W. Ecco perché, quando sul sacchetto il W non è scritto, il contenuto di proteine è la spia migliore: sotto il 10,5% farina debole, dal 10,5 al 12,5% media, dal 12,5% in su forte. Le fasce si toccano, senza buchi in mezzo.
Resta una scorciatoia, però, non un’equivalenza. Caputo Pizzeria e Caputo Nuvola dichiarano tutte e due il 12,5% di proteine e in impasto si comportano in modo diverso, perché cambiano la qualità del glutine e l’attività enzimatica. Le proteine ti dicono la fascia; il W te la conferma.
Occhio a non confondere la forza con il tipo. La sigla 00, 0, 1, 2 è una classificazione di legge (DPR 187/2001) e riguarda le ceneri: una 00 può avere al massimo lo 0,55% di ceneri e almeno il 9% di proteine, e basta. Della forza non dice niente. Caputo Classica (W 220-240), Pizzeria (W 260-280) e Saccorosso (W 300-320) sono tutte e tre, legalmente, «farina di grano tenero tipo 00»: tre farine diverse sotto la stessa sigla.
Come scegliere il W in base alle ore di lievitazione
Qui sta tutta la pratica: più lunga è la maturazione, più forte deve essere la farina, perché il glutine deve reggere ore di enzimi e lievito senza sfaldarsi. Una premessa onesta, prima dei numeri: una tabella ufficiale W-per-ore non esiste. Non la pubblica nessun molino e non sta in nessun disciplinare, e le versioni che girano in rete arrivano a discordare di tre o quattro volte sulle ore. Quella qui sotto è la regola pratica del nostro calcolatore, ricalcolata ora per ora con lo stesso codice dello strumento. Bussola, non legge.
| Ore totali | W consigliato | Tipo di farina |
|---|---|---|
| 2 ore | W 140 | debole |
| 3 ore | W 170 | debole |
| 4 ore | W 190 | debole |
| 6 ore | W 220 | media |
| 8 ore | W 240 | media |
| 12 ore | W 280 | media |
| 24 ore | W 330 | forte |
| 48 ore | W 380 | forte |
| 72 ore | W 420 | molto forte |
Regola pratica, non uno standard: nessun molino o disciplinare pubblica una tabella ufficiale W↔ore. Questi valori sono quelli del nostro calcolatore. La W dice quanto a lungo la maglia glutinica regge, non quanto tempo serve.
Tradotto in scaffali:
- W sotto 200 (debole) per gli impasti lampo, dalle 2 alle 4 ore. È la 00 generica da supermercato, che nella realtà gira fra W 130 e W 180: ottima per la pizza della sera stessa, inadatta ai tempi lunghi. Non tirarla oltre, perché già a 6 ore la tabella chiede W 220.
- W 220-280 (media) per la finestra più usata in casa, dalle 6 alle 12 ore. Ci si affacciano le 00 da supermercato marcate «per pizza», che stanno sui W 170-220, e ci stanno comode la Caputo Classica (W 220-240), la Pizzeria (W 260-280) e la Nuvola (W 270-290). Detto per inciso: la Pizzeria ormai la trovi al supermercato, quindi «farina da supermercato» non vuol più dire una cosa sola.
- Dal W 300 in su (forte) per le lunghe maturazioni e per le idratazioni alte. La tabella mette 24 ore a W 330, 48 ore a W 380, 72 ore a W 420. Qui stanno la Caputo Cuoco o Saccorosso (W 300-320), la Nuvola Super (W 320-340) e la Dallagiovanna «La Napoletana» (W 310). Una farina da W 420 pura, però, sullo scaffale non c’è: le 72 ore si fanno tagliando una W 300-320 con un 20-30% di manitoba (la Caputo Manitoba Oro sta su W 360-380), non comprando un sacchetto che non esiste.
Anche l’acqua alza l’asticella: a parità di ore, più sali con l’idratazione più forza ti serve. Una teglia all’80% chiede una farina più tosta di una napoletana al 58% con gli stessi tempi. Le imposti entrambe nel calcolatore, e la guida all’idratazione entra nel dettaglio.
Come leggere il sacchetto quando il W non c’è scritto
Sulle farine professionali il W è stampato. Su tante da supermercato no, e allora te lo ricavi in tre mosse:
- Guarda le proteine nella tabella nutrizionale: 11-12,5% per una pizza a media lievitazione. È un indizio di fascia, non una misura della forza.
- Leggi l’uso consigliato: «per pizza e lievitati lunghi» vale più di qualsiasi numero mancante, «per dolci e torte» tradisce una farina debole.
- Fidati delle schede tecniche: Caputo, Dallagiovanna, Le 5 Stagioni e gli altri molini pubblicano W e P/L delle farine da pizza, ed è lì che conviene guardare.
Gli errori più comuni
- Farina forte per impasti corti. Una farina da W 350 in 4 ore non fa in tempo a maturare, e in bocca resta gommosa e tenace. La forza va consumata dal tempo.
- Farina debole per le lunghe. L’errore opposto, e il più frequente: 24 ore con una 00 da dolci e il glutine cede.
- Confondere 00 con «leggera». La 00 è una classificazione di ceneri, non un giudizio: contano proteine e W, non la sigla.
- Inseguire il W più alto possibile. Non serve una farina da W 400 per la pizza del sabato. Abbini il W alle ore e ti fermi lì.
Domande frequenti
Che farina uso per la pizza?
Dipende dalle ore. Per una pizza in giornata (3-4 ore) basta una 00 comune, W 170-190; a 6 ore sali a W 220. Per la napoletana da 8 a 12 ore, W 240-280. Per 24 ore W 330, per 48 ore W 380. La tabella qui sopra dà il valore ora per ora.
Cosa vuol dire farina W300?
Che ha una forza di 300 sull’alveografo: regge le idratazioni alte e le maturazioni lunghe senza smagliarsi. È la farina giusta per una napoletana da 12-24 ore; per arrivare a 48 la tabella chiede W 380, quindi la rinforzi con un po’ di manitoba.
Il W è la stessa cosa delle proteine?
No, ma sono legati. Più proteine di qualità, più W, ed è per questo che sono un buon indizio quando il W non è scritto. Non è una regola di tre, però: Caputo Pizzeria e Nuvola dichiarano entrambe il 12,5% di proteine e in impasto si comportano diversamente.
La farina 00 è debole?
Non per forza. La 00 è una classificazione di legge sulle ceneri (massimo 0,55%), non una misura di forza. Esistono 00 deboli da dolci e 00 da W 320 per le lunghe maturazioni. Guarda il W, o in mancanza le proteine, mai la sigla da sola.
Fonti
- Metodo dell’alveografo di Chopin per la misura di W e P/L (indice di forza panificatoria).
- Schede tecniche dei molini per i valori di W e P/L dichiarati: Molino Caputo, Molino Dallagiovanna, Le 5 Stagioni.
- DPR 187/2001 per la classificazione delle farine di grano tenero (00, 0, 1, 2) in base alle ceneri.
- Valori di W consigliati per ore di lievitazione: regola pratica del nostro calcolatore. È una regola pratica, non uno standard. Vedi le pagine Fonti e Metodo.